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Totò
(Antonio de Curtis)

Antonio de Curtis
nasce a Napoli, in via Santa Maria Antesecula (rione Sanità),
il 15 febbraio del 1898. Viene registrato all'anagrafe dalla madre
Anna Clemente (che lo chiama col nomignolo Totò) come Antonio
Clemente e solo nel 1928 Giuseppe de Curtis, erede del marchese
de Curtis, lo riconosce come figlio naturale.
Totò consegue
la licenza elementare ma non completa il ginnasio; nel collegio
viene colpito da un precettore con un ceffone che gli devierà
il setto nasale. Questo difetto causerà l’atrofizzazione
della parte sinistra del naso e quella particolare asimmetria che
caratterizza in maniera inconfondibile il volto di Totò.
Nella stagione 1913-14
Totò debutta con lo pseudonimo di Clerment. Nel 1914 si arruola
volontario nell'esercito; secondo la leggenda questa esperienza
gli ha ispirato il famoso motto “siamo uomini o caporali?”,
simbolo della differenza tra coloro che sono attaccati alle forme
e chi invece ha elasticità mentale. Conclusa questa esperienza
torna alla sua carriera nel mondo teatrale nel quale incontra Eduardo
e Peppino De Filippo.
Nel 1922 si trasferisce
a Roma con la famiglia e dopo un periodo in vari teatri arriva il
successo. Fioccano le scritture nei teatri più famosi, ma
la vera consacrazione avviene a Napoli. Nel 1929 recita con la compagnia
Molinari in cui vi era Titina De Filippo. In quegli anni si lega
sentimentalmente alla bella cantante Liliana Castagnola, che si
suiciderà pochi anni dopo; in onore suo nel 1934 chiamerà
la propria figlia Liliana, nata dal matrimonio con Diana Rogliani,
poi concluso formalmente nel 1940, anche se continuarono a vivere
insieme fino agli anni ’50.
Nel 1933 il marchese
Francesco Maria Gagliardi Focas adotta Antonio trasmettendogli i
suoi titoli nobiliari, ma solo a partire dal 1946 il tribunale di
Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli
di: Antonio Griffo Focas Flavio Dicas Commeno Porfirogenito Gagliardi
De Curtis di Bisanzio, altezza imperiale, conte palatino, cavaliere
del sacro Romano Impero, esarca di Ravenna, duca di Macedonia e
di Illiria, principe di Costantinopoli, di Cicilia, di Tessaglia,
di Ponte di Moldavia, di Dardania, del Peloponneso, conte di Cipro
e di Epiro, conte e duca di Drivasto e Durazzo.
Nel 1937 Totò
debutta al cinema con "Fermo con le mani" e interpreta
fino alla morte 97 film. Il successo cinematografico arriva nel
1940 con "San Giovanni decollato" che fu accolto in maniera
positiva dalla critica e dal pubblico. Nei sette anni successivi
Totò si dedica al teatro, per poi tornare nuovamente al cinema
nel 1947 con "I due orfanelli",
che fu un gran successo. A questo film fanno seguito altre pellicole
di successo, si pensi a "Fifa e Arena"
del 1948, "Totò le Mokò" del 1949, "47
morto che parla" del 1950, "Totò terzo uomo"
e "Guardie e ladri"
del 1951, "Totò a colori"
del 1952, "Un turco napoletano" del 1953, "Miseria
e nobiltà" e "L’oro
di Napoli" del 1954, "Siamo uomini o caporali?"
del 1955, "Totò Peppino…e
la malafemmina" del 1956, "I soliti ignoti" del
1958, "Signori si nasce" e "Letto
a tre piazze" del 1960, "Totòtruffa
‘62" del 1961, "Totò Peppino e la dolce
vita" e "I due marescialli" tutti del 1961, "I
due colonnelli" del 1962 e "Operazione San Gennaro"
del 1966.
Nel 1956
inizia il sodalizio con Peppino De Filippo. Nella sua carriera Totò
oltre che con Peppino farà coppia con tutti più grandi
attori della commedia italiana: Nino Taranto, Aldo Fabrizi, Macario,
Vittorio De Sica. Nel 1966
Totò è l’interprete principale del film "Uccellacci
e uccellini" e l'anno successivo dell'episodio "Che cosa
sono le nuvole?" del film "Capriccio all'italiana",
entrambi diretti da Pier Paolo Pasolini.
Fra i riconoscimenti
cinematografici ottenuti da Totò ricordiamo la Maschera d'argento
(1947), il Nastro d'argento per l'interpretazione nel film "Guardie
e ladri" di Steno e Monicelli (1951) e il secondo Nastro
d'argento per l'interpretazione del film Uccellacci e uccellini
di Pier Paolo Pasolini, assegnatogli nelle 1966 dal sindacato Nazionale
Giornalisti Cinematografici.
Totò ha anche
scritto diverse canzoni,
tra cui la famosissima “Malafemmina”;
ha pubblicato la biografia “Siamo uomini o caporali?”
ed una raccolta di poesie “A livella”.
Nel 1952 conosce
Franca Faldini, che egli rimarrà accanto per sempre.
Totò è
ormai cieco da 10 anni, quando nella notte tra il 14 e il 15 aprile
1967, dopo un susseguirsi di vari attacchi cardiaci, si spegne.
Sulla sua bara vengono posti la sua bombetta ed un garofano rosso
ed ai suoi funerali partecipa circa un milione di persone.
Filmografia
Il
personaggio
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